venerdì 18 agosto 2017

1 - Capitalisti per la rivoluzione



Una idea molto diffusa,  è che per moltissimo tempo, vi sia stata una enorme avversione tra il capitalismo e il comunismo.
Capitale, contro le icone del proletariato.
La realtà storica, smentisce decisamente quest'assunto.
Lenin non avrebbe potuto attuare la sua rivoluzione senza:
1) Il treno prussiano che lo trasportava in Russia. Lenin voleva la pace con la Prussia e questo era fondamentale per la Prussia, che avrebbe potuto spostare ingenti truppe dal fronte russo a quello Occidentale.
2)Senza l'aiuto di parecchi banchieri ebrei, lo zarismo non sarebbe caduto e la rivoluzione non avrebbe trionfato. 
Nella guerra del 1904 vinta dal Giappone e persa dalla Russia, il Giappone venne aiutato decisamente dalla finanza.

2- Capitalisti per la rivoluzione



La grande finanza, entra in gioco anche agli esordi della Rivoluzione francese. Jacques Neker, banchiere e ministro di Luigi XIV°, assume delle decisioni che si riveleranno disastrose per la corona:
1) La convocazione degli Stati Generali, innesco della miccia rivoluzionaria.
2) Negli Stati Generali, Neker fa sì che il Terzo Stato (borghesia) sia rappresentato al pari di nobili e clero.
Queste due decisioni combinate insieme, sono l'innesco di quella che diventerà la Rivoluzione francese.
Rivoluzione,  successivamente ed ampiamente finanziata dalla finanza inglese; con questo finanziamento l'Inghilterra voleva indebolire la Francia, tradizionale nemica dell'Inghilterra.
Senza il sangue francese nelle varie guerre napoleoniche, e le conseguenti perdite per l'erario della Francia, la straripante supremazia inglese per tutto l' Ottocento sarebbe stata impensabile.
La Rivoluzione francese, costò alla Francia tantissimo.
Senza la Rivoluzione, probabilmente, oggi la lingua dominante sarebbe il francese.

3 - Capitalisti per la Rivoluzione

Analizzando la Storia, e varie rivoluzioni, si scopre che banche e finanza, sono dietro alle stesse.
Quando un regime, è d'intralcio al potere finanziario, questo opta per una provvisoria instabilità politica, salvo poi ripristinare un ordine, congeniale al potere finanziario stesso.
Un regime che voglia perseguire il bene comune a danno della grande finanza, non è certo ben visto da quest'ultima.
La fine della potenza spagnola nel Seicento, della francese nel Settecento \ Ottocento e per finire dello zarismo nel Novecento, sono dovute in grandissima parte alla  grande finanza.

una felicissima e radiosa giornata a tutti.



Un felicissimo e radioso Venerdì 18 agosto 2017, a:
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Il modello federale svizzero, un modello che funziona.



Il modello federale svizzero, un modello che funziona.
In Svizzera da sempre convivono pacificamente italiani, francesi, tedeschi.
Italiani, francesi, tedeschi che in Europa hanno visto ben due guerre mondiali.
Quando c’è da gestire una società multi linguistica  e multi religiosa, il federalismo è una carta vincente. Carta vincente perla democrazia diretta: il Referendum propositivo, che è un forte contrappeso alla democrazia rappresentativa.
Il modello svizzero ha attuato un ridimensionamento della politica, grazie alla democrazia diretta, dove il Cittadino con il Referendum propositivo diventa legislatore.